Ipnosi per il parto

Chi lavora in sala parto riconosce facilmente due atteggiamenti da parte delle future mamme.
Il primo è quello della persona che io chiamo “ disperata” . E’ quella che ha perso ogni capacità di controllarsi, non avendo fiducia nelle proprie risorse, e teme di soccombere alla paura, alla fatica, al dolore. Questa situazione, tutt’altro che rara in campo sanitario, può portare grave sofferenza e disagio, e ha la sua massima espressione nella crisi di panico.
Queste persone oltre che non fidarsi delle proprie risorse, hanno anche perso la fiducia negli operatori e in quanti stanno loro vicini.
Sul piano ormonale, la liberazione di forti quantità di ormoni dello stress, ad esempio l’adrenalina, inibisce la produzione dell’ossitocina, l’ormone che supporta le contrazioni. Per questo motivo il travaglio, caratterizzato da ansia, paura e angoscia non solo è più doloroso ma è anche molto più lungo del solito.

Il secondo comportamento è quello delle persone che, nonostante le contrazioni, il dolore, e tutte le modificazioni che il travaglio produce nel loro corpo, hanno un buon controllo della situazione. In questa circostanza il travaglio e più spedito e i tempi si riducono notevolmente.
Essere in controllo di sé stessi consente di sopportare meglio il dolore da contrazione.
Infatti è noto che il dolore ha soprattutto una componente fisica, legato ad uno stimolo doloroso condotto da vie nervose ben precise a centri del cervello che elaborano la sensazione. Questa parte fisica del dolore è tollerata in maniera diversa a seconda di proprie specifiche caratteristiche che rendono la soglia del dolore più o meno alta. Ma un’altra componente, del tutto emotiva, è in grado di modulare la componente fisica del dolore accentuandola o riducendola.
Se la persona è tranquilla, informata, adeguatamente supportata e motivata sarà in grado di tollerare il dolore molto meglio di una persona spaventata, angosciata e fuori controllo.

Come si può vedere pertanto in sala parto la persona che sopporta meglio il travaglio è quella dotata di maggior autocontrollo. Autocontrollo che si può apprendere ed allenare con specifiche metodiche.
Sicuramente è familiare la figura di chi pratica lo yoga e che con l’allenamento e la pratica costante riesce a controllare le emozioni, il respiro, le sensazioni del corpo, anche quelle dolorose.
Molte altre metodiche, meno conosciute, come la meditazione, la visualizzazione, il training autogeno, il canto, ottengono lo stesso risultato.
Se le venisse proposto di apprendere l’autocontrollo con una di queste metodiche sicuramente sarebbe tutto molto chiaro e semplice, mentre se le venisse proposto l’uso dell’ipnosi immediatamente si attiverebbero diffidenza e paura.
In realtà la tecnica dell’ipnosi è estremamente più rapida da imparare ed è molto più efficace, ma è gravata da tutta una serie di false credenze e miti. Dobbiamo pertanto fare lo sforzo di comprendere che l’ipnosi medica non è quella che viene descritta nei film e nei romanzi ed usata a scopi spettacolari. Tutto sarebbe molto più semplice se non dovessimo usare la parola “ipnosi”, perché questo termine evoca sonno, perdita totale di controllo, il sottostare alla volontà di un altro, eccetera.
Invece l’ipnosi non è altro che la capacità di utilizzare il potere della propria immagine mentale, potere che può diventare molto forte grazie alla concentrazione e alla focalizzazione tanto da produrre evidenti effetti anche a livello fisico.
Lo stato di ipnosi si genera spontaneamente molte volte nella giornata in ciascuno di noi. Esempi di ipnosi spontanea possono essere la grande concentrazione nella lettura di un libro al punto che si perde la nozione di dove ci si trova e di quanto tempo è passato, la condizione di sogno ad occhi aperti e assopimento che si genera spontaneamente quando siamo molto stanchi, oppure ancora il mal di stomaco che ci prende quando siamo molto preoccupati: l’idea, perché solo di idea si tratta, è in grado di produrre effetti psicosomatici anche molto potenti.
Questa stessa potenza della rappresentazione mentale, solitamente espressa in maniera del tutto spontanea e solitamente ai nostri danni, può essere “addomesticata” ed utilizzata per il nostro benessere.
Finalità dell’ipnosi medica è realizzare uno stato di grande benessere fisico e mentale con totale controllo sulla propria mente e sul proprio corpo, quindi l’obiettivo dell’addestramento al parto utilizzando l’ipnosi è proprio quello di ottenere uno stato di grande autocontrollo che servirà durante il travaglio.
Lo stesso ipnotista, riconoscendo i grandi benefici dell’ipnosi, la applica frequentemente nella sua vita quotidiana durante il lavoro, per recuperare risorse molto rapidamente con dei “ riposini” di pochi minuti, per trovare massime risorse e concentrazione, per ottenere uno stato di benessere con rilassamento muscolare e senso di pace psicologico. Si pensi che molti atleti usano l’auto ipnosi per migliorare le proprie prestazioni in gara.

L’ipnosi medica  si può apprendere, guidati da un professionista, in pochi minuti.
Le tecniche usate non fanno mai perdere coscienza, si è consapevoli di tutto ma ci si sente molto bene, staccandosi dall’ambiente quel tanto che basta per concentrarsi sulle proprie sensazioni interiori, sia fisiche che mentali.
Solitamente si viene guidati con la parola a concentrarsi sul proprio corpo, sul respiro o su immagini mentali particolari.
Lo stato di ipnosi si ottiene in tempi generalmente brevi, entro pochi minuti.
L’ esperienza di 21 anni di parti in ipnosi ci dimostra che il feto gradisce l’aumentato apporto di sangue alla placenta derivante dal rilassamento e si muove più attivamente.
Caratteristica unica dell’ipnosi medica è che lo stato di trance sperimentato, può essere memorizzato nella mente e nel corpo in maniera molto efficace per poter essere riprodotto facilmente in futuro eseguendo un gesto simbolico concordato durante la prima seduta (ad esempio mettere una mano sullo stomaco).
In tempi successivi, soltanto se e quando lo si desidera, il segnale concordato ricrea l’autoipnosi in perfetta autonomia, in qualunque circostanza, in pochi secondi.

Una delle domande che più frequentemente viene posta è come si fa ad uscire dall’auto ipnosi. Ma essendo lo stato di auto ipnosi uno stato di rilassamento e benessere, e non di sonno, le persone sono capaci di interrompere questa condizione in qualunque momento, proprio come quando decidiamo di prenderci qualche minuto di relax sul nostro divano e non ci poniamo certo problema di come terminarlo.

Dunque lo stato di ipnosi medica è uno stato di potenziamento delle proprie risorse che può essere applicato in molte circostanze della nostra vita, ogni volta che si crea il bisogno. Non vi è perdita di controllo, non vi è sonno, non vi è amnesia, non si perde coscienza si ricorda tutto quanto successo in stato di ipnosi.
A differenza delle altre metodiche non occorrono lunghi addestramenti e sedute ripetute. Infatti viene insegnato come entrare in auto ipnosi con una sola seduta, che non occorre ripetere, della durata complessiva di circa 30 minuti. E’ consigliabile poi, allenarsi a ritornare in questo stato di benessere fisico e mentale, ogni volta che servirà, in vista del parto.
Al momento del travaglio si potrà usare questa metodica in perfetta autonomia, senza che sia presente l’ipnotista e in qualunque ospedale si voglia partorire. Il travaglio in autoipnosi dura mediamente metà dei tempi soliti. Ovviamente durante il parto si mantiene piena coscienza di quanto avviene e questo è necessario per creare l’indispensabile legame emozionale con il neonato e con il partner.
Le percentuali di successo della metodica di apprendimento in gravidanza sono mediamente dell’80%.

Il rimanente 20% delle persone mostrano particolari resistenze nonostante la forte motivazione e per queste persone, occorrono più sedute e tecniche più sofisticate.

Luglio 2o13 – Pubblicato sul mensile Dolce Attesa un interessante articolo su parto e ipnosi curato dal dr Regaldo . L’articolo puo’ essere consultato qui:
http://www.dolceattesa.rcs.it/in-edicola-dolce-attesa/

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